Ultima modifica: 28 Febbraio 2019
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In ricordo di Rosina

I tulipani e le rose

Quello sì che è stato un giorno speciale: un mercoledì di inizio dicembre.

Ero venuta a trovarti. E’ stato il nostro ultimo incontro.

Speravo che fossi tu a venire a scuola, ma non potevi più farlo.

Qualche giorno prima mi ero fatta forza e coraggio: “Oggi chiamo Rosina e le chiedo di andarla a trovare!”; al tuo sì mi sono sentita felice, sarebbe stato un giorno speciale!

Volevo portarti un pensiero e ho trovato la risposta proprio quella mattina; il fioraio vicino alla scuola aveva esposto tante ceste di
tulipani: rossi, gialli, rosa, glicine. Belli quelli gialli! come il sole, come
la sabbia, come le stelle.

Mi hai accolta con il tuo solito calore e con il tuo solito sorriso, sia pure nel pallore e nella debolezza del tuo corpo: ci abbracciamo…
mi faccio forza (avevo fatto un lungo sospiro prima di salire le scale); non
piango! no! no! brava, me lo ero imposto! non davanti a te!

Facciamo due chiacchiere: ti vedo sofferente, ma parlare di scuola, di ragazzi, vedo che continua a rallegrarti e ad appassionarti. Ti racconto cose curiose, divertenti (noi professori ne abbiamo di belle  storie!). Avrei voluto e potuto dirti molte più cose… ma quali?

Da quel giorno ogni mattina ci siamo scambiate i saluti, un po’ come fanno le romantiche adolescenti che abbiamo nei nostri banchi:
pensieri dolci, immagini floreali, tramonti, qualche frase di nostra mano…

La mia gioia era la tua risposta, voleva dire che c’eri…

Avrei voluto chiamarti più spesso per sentire la tua voce,
ma quando l’ultima volta ho sentito che ti affaticavi, non ho più avuto il
coraggio e la forza di farlo. Mi sono sentita fragile, debole, immatura.

Da qualche settimana ho visto dal fioraio le primule… sta passando l’inverno, quale gioia sarebbe stata portartele, magari dello stesso
colore dei tulipani: giallo! e poi in primavera le rose, o le Rosine, rigorosamente gialle!

Ora invece posso solo ricordare o immaginare: parlo con te
dei ragazzi, di noi, delle cose che ci facevano sorridere, del PTOF (mi ricordo
che questo acronimo ti aveva divertito!). E mi piace immaginare che
chiacchieriamo all’aperto, in un campo con una bella distesa di fiori, con
una  Rosina e con tanti tulipani e
primule gialli: come il sole, come la sabbia, come le stelle.

Con affetto

Nancy

Carissima Rosina, è trascorso un mese da quando ci hai lasciato ma il tuo ricordo non mi ha mai abbandonato. Mi manchi tanto, tantissimo!
Oggi voglio ricordarti così, con le parole di questa poesia che lo scorso anno scolastico, durante una delle tue ultime visite a scuola, ho voluto condividere con te… hai sorriso, con gli occhi lucidi ci siamo strette in un forte abbraccio.
Con affetto immensoAntonella